the district sleeps alone tonight

"Honest... I ran out of gas. I, I had a flat tire. I didn't have enough money for cab fare. My tux didn't come back from the cleaners. An old friend came in from out of town. Someone stole my car. There was an earthquake. A terrible flood. Locusts. IT WASN'T MY FAULT, I SWEAR TO GOD."

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a gentile richiesta
addicted to the 80s
boogie nights
danzare di architettura
live baby live
multisala lumiere
not a job
simple props to occupy my time
transatlanticismi
useless infotainment

books:
Chuck Palahniuk - Invisible monsters
Bret Easton Ellis - Le regole dell'attrazione
Don DeLillo - Underworld
CDs:
The Futureheads - News and tributes
Armor for Sleep - What to do when you are dead
Built To Spill - Keep it like a secret
Silent Drive - Love is worth it
AC/DC - Back in black
movies:
Donnie Darko
Eternal sunshine of the spotless mind
Lost in translation
The Life Aquatic with Steve Zissou
Sin City

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I adopted a cute lil' emo fetus from Fetusmart! Hooray fetus!

martedì, 24 gennaio 2006

Foo Fighters (MazdaPalace – Milano, 23/01/2006)

domanda: come si fa a fare un concerto convincente?
risposta: semplice, prendi due chitarre, un basso e una batteria e suoni ogni pezzo come se fosse l’ultimo in scaletta.
ci eravamo presentati con una serie di aspettative. nessuna è stata disattesa. i FF dal vivo sembrano uno scontro frontale tra i Kiss e i Pixies, mettono sul piatto e lasciano convivere l’anima da reduci dei ’90 con quella da arena rock anni ’70 – anche perché altrimenti non mi spiegherei la presenza di un laser show, di un duello di chitarre e di un assolo di batteria.
salgono il palco e infilano una sequenza iniziale quasi impressionante (In your honor, All my life, Best of you, My hero, Times like these, Learn to fly). i suoni sono violenti e definiti, la band sembra sempre di più una versione corazzata dei Cheap Trick, canzoni pop suonate con la cattiveria di chi ha masticato metal e hardcore per anni.
Dave Grohl si prende un paio di pause per parlare col pubblico, scherza con quelli della prima fila e rutta al microfono quando si rimette alla batteria per far cantare Cold day in the sun a Taylor Hawkins (sul quale preferirei non spendere parole. anche perché non ne avrei. ho ancora i colpi di cassa che mi risuonano nelle orecchie). per il resto non c’è molto spazio tra una canzone e l’altra, la setlist è serrata da far paura.
One by one viene ampiamente bypassato, se non per i due pezzi sparati a inizio concerto. stessa sorte per la parte acustica di In your honor, ma francamente non avrebbe molto senso qui in mezzo. ripescano Big me e This is a call dal primo album (ulteriormente addolcita una, qualcosa di simile a un tornado l’altra). The one e Stacked actors compaiono sferragliando come se sul palco ci fossero i QOTSA, Breakout viaggia come una locomotiva e il mosh pit ringrazia (se non fossi vecchio mi sarei quasi quasi buttato in mezzo).
dopo più di un’ora di assalto costante Grohl si permette di chiudere prima dei bis con una versione di Everlong quasi totalmente in solitaria. qualcosa si attorciglia alla bocca dello stomaco.
tornano per DOA e End over end, e concludono definitivamente con Monkey wrench. vedo gente fare crowd surfing. si sente distintamente il pubblico urlare la parte finale. non c’è fumo e non ci sono fuochi d’artificio, ma la parola “pirotecnico” rende comunque l’idea.
usciamo al freddo di milano, le orecchie ronzano ancora col dubbio – o la certezza – che le suddette due chitarre, il suddetto basso e la suddetta batteria siano ancora più che sufficienti a dire tutto quello che serve. alla faccia di sperimentalismi sterili, cosmesi elettroniche, pose plastiche e pallidi tentativi di far muovere il culo.
(non mi sto assolutamente riferendo a nessuna band italiana o scozzese in particolare. proprio no.)
NdA: in questo post due parole sono state volontariamente non utilizzate. e non è un caso.

it's a shame about moonman157
12:22 / p-link / live baby live / commenti (11)

venerdì, 20 gennaio 2006

hope you're on your way to the land of 1000 dances

avevo qualcosa come 13-14 anni, sapevo i Blues Brothers a memoria, ed ero convinto che prima o poi avrei cantato in una soul band (una di quelle serie, con una sezione fiati al completo e un harem di coriste).
e c’era una canzone che aveva colpito come il rintocco di una campana… anzi, come dodici rintocchi ad essere precisi. dovevano essere violenti, perché li sento rimbombare ancora oggi.
I'm gonna wait 'til the midnight hour
That's when my love comes tumbling down
I'm gonna wait 'til the midnight hour
When there's no one else around
I'm gonna take you girl and hold you
Do all the things I told you
In the midnight hour
Yes I am, whoa, yes I am
I’m gonna wait 'til the stars come out
See them twinkle in your eyes
I'm gonna wait 'til the midnight hour
That's when my love begins to shine
You're the only girl I know
Really love you so
In the midnight hour
I'm gonna wait 'til the midnight hour
That's when my love comes tumbling down
I'm gonna wait 'til the midnight hour
That's when my love begins to shine
Just you and I, oh baby, just you and I
perciò scusatemi se faccio il nostalgico/melodrammatico, ma oggi sono un po’ triste.

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11:07 / p-link / useless infotainment / commenti (2)

martedì, 17 gennaio 2006

se ti prende muccy, atto III

oh cazzo. ho trent’anni. e adesso?

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00:55 / p-link / useless infotainment / commenti (12)

sabato, 14 gennaio 2006

trofei di guerra

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grazie. grazie grazie grazie davvero.
ovviamente un risultato come questo è il frutto di un accurato lavoro di squadra, e pertanto procedo ad estendere il riconoscimento a chi ha fatto in modo che tutto questo potesse accadere.
vorrei ringraziare in primis i miei fidati collaboratori Damiano e Stefano, senza i quali non avrei assolutamente potuto completare l’impresa.
vorrei ringraziare il barista, che ha fornito un’ulteriore spinta al miglioramento quando i giochi sembravano ormai fatti, e al momento di presentare la card alla quale mancavano solo tre punzonature per essere completata ha esclamato – brillante come pochi – “no, guarda, lascia stare… lì ci sono già troppi buchi, queste tre ve le offro io”. e non contento ha aggiunto un altro paio di consumazioni extra. De Coubertin si commuoverebbe per questa sportività.
vorrei ringraziare anche i rappresentanti della legge di questo Stato, che hanno deciso di appostarsi per i controlli una cinquantina di metri prima del posto in cui ho parcheggiato. passarvi davanti a piedi, sorridenti e lievemente barcollanti, è stata una piccola soddisfazione.
infine, ultimo ma non meno importante (direi anzi fondamentale), vorrei ringraziare l’idiota olimpionico che ha dimenticato una drink card ancora intatta sul bancone, così che tutta l’impresa ci è costata la bellezza di € 0,00. mi dispiace per i 40 che tu avrai sborsato all’uscita, ma del resto chi non ha testa ha non solo gambe, ma evidentemente anche soldi.

it's a shame about moonman157
20:53 / p-link / boogie nights / commenti (2)

martedì, 10 gennaio 2006

dite la verità...

…vi eravate spaventati, eh?
domani questo blog compie un anno.
domani moonman157 compie un anno.
domani la versione 2.0 di G. compirebbe un anno, se non fosse che la release del 2.1 è già in giro da qualche mese.
se per caso qualcuno si fosse sentito offeso o trascurato, allora spero di cuore che abbiate passato un natale e un inizio d’anno buoni come i miei.
oddio, spero anche che splinder non vi abbia cancellato tutto per qualche settimana. qui è successo, ma ormai non ci si stupisce più di niente.
(per soddisfare il mio ego ferito dalla marea di “no, era ora” che si sarà sollevata alla domanda introduttiva del post, aggiungo che sul blog della Mus_A^ c’è un’amena gallery che documenta un’altrettanto amena serata in sala prove. peccato non si possano postare i video.)

it's a shame about moonman157
01:22 / p-link / a gentile richiesta / commenti (15)

i R.E.M., suonare, mangiare cinese, il cinema, mangiare thai, internet, girare in bici, comprare cd, perdere tempo al centro commerciale, stare all'università, leggere, il geekPod, Angelina Jolie, Lamù, Uma Thurman, le cravatte, le camicie strette, le adidas superstar, passare inosservato, gli Smiths, il bianco e nero, vedere i Simpson anche se ormai li conosco a memoria, gli 80s seri, gli 80s sputtanati, il flaming gratuito, i Pixies.

imparare HTML, le recensioni snob di Pitchfork, i blog che si piangono addosso, i blog gotici, i blog letterari, chi commenta sui blog per abbordare, le suicide girls, quattro irlandesi senza idee che fanno politica no global così la gente compra i cd per la causa e non ascolta (perchè la gente è stupida), il service pack 2, la sveglia a qualunque ora, chi si sente in colpa per farti sentire in colpa e sentirsi meno in colpa, le passeggiate inutili la domenica pomeriggio.

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1. Built To Spill - Center of the universe
2. Armor for Sleep - The truth about heaven
3. Editors - Munich
4. Snow Patrol - Headlights on dark roads
5. Silent Drive - The punch
6. The Futureheads - Fallout
7. At The Drive-In - Lopsided
8. Idlewild - I understand it
9. Toad The Wet Sprocket - Come down
10. AC/DC - You shook me all night long

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